KAYAK FISHING LAGUNARE.............



Chiudete gli occhi. Pensate ad un’alba sull’oceano.Immaginatevi, fieri e cazzutissimi, spingere con braccia vigorose il vostro kayak verso quel reef, quello scoglio, quella secca…insomma verso un qualsiasi punto dove i  grandi predatori si danno appuntamento. Immaginate le onde, il profumo della salsedine, la brezza che accarezza il viso mentre venite trainati da chissà quale meraviglia pinnuta appesa alla vostra lenza… Fatto? Bene.
Ora dimenticate tutto, non parleremo di questo, l’epicità lasciamola agli esperti. Queste poche righe vorrei dedicarle a chi, eterno neofita come il sottoscritto, si appresta ad iniziare una piccola avventura di pesca dal kayak.

Esiste uno “starter pack” con il quale poter affrontare in sicurezza le prime uscite? Si, ricordando che ogni oggetto inutile caricato sul vostro plasticone si convertirà in sforzo supplementare per braccia o gambe. Proverò a stilare una lista di “must”  basata su alcune semplici considerazioni, fiducioso in un vostro riscontro o smentita.
SALVAGENTE  GONFIABILE: Parliamoci chiaro, d’estate lo dimenticherete nel gavone. Se invece avrete voglia di farvi una pagaiata nei mesi più freddi non siate testoni, indossatelo. Sarete molto vestiti e quel piccolo ingombro potrebbe rivelarsi prezioso in caso di cadute in acqua.
PAGAIA: In molti casi sarà il vostro unico mezzo di propulsione, scegliete da subito un attrezzo leggero e, ovviamente, galleggiante. Nei negozi specializzati sapranno indicarvi la giusta lunghezza del manico in base alla vostra altezza, l’angolo d’inclinazione e la forma delle pale che tendenzialmente saranno lunghe e sottili per diminuire lo sforzo sulle lunghe percorrenze.Volete evitare situazioni imbarazzanti? Assicuratela SEMPRE al kayak…non spesso, SEMPRE.
 SEGGIOLINO: Solitamente viene dato in dotazione con il mezzo e solitamente il vostro sedere, ma soprattutto la vostra schiena, non lo apprezzeranno. Ho iniziato a provare affetto nei confronti di un piccolo cuscino gonfiabile posto tra me e lo schienale. Una spesa minima permette una postura corretta in pesca e durante gli spostamenti.
CASSETTA/PORTA CANNE: Tante canne=tante esche=tanto casino. Lo spazio a disposizione non è molto, pensate a cosa vi servirà davvero quando sarete lontani da riva. Alla cassetta che avrete dietro le spalle aggiungete dei porta canne verticali, i mulinelli rimarranno all’asciutto e contrariamente ai laterali in dotazione al kayak non ci sbatterete continuamente la pagaia mentre vi sposterete.
ANCOROTTO. Sfortunatamente in ambienti circoscritti come foci e lagune i picchi di attività dei pesci coincidono con importanti spostamenti di masse d’acqua dovuti a maree o vento. Per chi pesca a spinning operare in queste condizioni è frustrante, visto che il plasticone alla deriva sarà facile bersaglio di onde e correnti.
 Perché quindi non concedersi il lusso di potersi fermare nei punti migliori per lanciare in tranquillità? Detto fatto! Un’ancorotto capace di trattenervi è facilmente fabbricabile o, per i meno grezzi, reperibile in qualsiasi negozio di articoli nautici. Preferisco questo sistema rispetto all’ancora galleggiante per ingombro e praticità d’uso, ma ammetto che la mia è una scelta dettata soprattutto dall’inesperienza.
KAYAK: Scegliete un colore sgargiante. I pesci non si accorgeranno della differenza ma sarete più visibili ai cafonauti che incrocieranno la vostra rotta e potrete quindi insultarli in sicurezza. Sui restanti criteri di scelta si potrebbe discutere ore: Lungo? Maneggevole? A pedali? Non andate in sbattimento, davvero. Con l’esperienza capirete meglio quali saranno le vostre priorità e, al limite, avrete anche una buona scusa per cercare un giocattolo più performante. Io lo comprai 11 anni fa guardandolo solo in foto e tuttora mi sta accompagnando. Sono conscio del fatto che esistono modelli nettamente superiori? Assolutamente sì. Intendo sostituirlo? Assolutamente no!
Bene,  siete quasi pronti. Caricate la canna ed una manciata di esche,pagaiate, cercate un punto che vi ispira fiducia, ora rilassatevi… state pescando, siete persone fortunate!

LUCA FERUGLIO
SPINNING PASSION STAFF

SOFT SWINBAIT PER LA "REGINA" DELLA MONTAGNA.................



Per quanto la mia passione si stia orientando sempre di più verso il mare, non riesco a far a meno di spingermi tra le montagne a caccia di trote, quest’anno i livelli d’acqua dei fiumi stanno condizionando molto la stagione di pesca rendendo un po’ più diffidenti le trote, le quali risultano più difficili da stimolare con gli artificiali, in particolare le finestre di attività risultano molto ridotte. Solitamente le esche che utilizzo di più sono i jerk minnow, che mi consentono di pescare su ambienti molto differenti senza cambiare esca continuamente, ma quest’anno non sempre mi hanno dato i riscontri che speravo. Quando le trote risultano apatiche ci sono sostanzialmente due modi per farle scatenare, uno è utilizzare esche enormi come dei long jerk e cercare di far scaturire un attacco di reazione, il secondo è andare a ricercarle in tana con esche molto imitative stando più possibile a contatto con il fondale. Personalmente i jerk più lunghi che utilizzo non arrivano mai a 15 cm, disapprovo e sconsiglio di lanciare un esca da 18/20 cm con 3 ancorette per prendere una marmorata, i danni che riporta sono sempre tanti e se ci riempiamo la bocca di etica e CeR almeno si abbia il buon senso di predicare bene e razzolare bene…. Una buona alternativa ma meno impattante e quella di usare un bello shad o una buona swimbait, nelle ultime uscite di pesca notando poca attività sulle hard bait ho messo alla prova lo shad 100 4” swimbit di Molix, questa esca è la versione più piccola del pike shad, un ibrido tra una swimbait e uno shad, consente molteplici tipi di recupero, da quello lineare tipico delle swimbait a un recupero a salti sul fondale tipico dello shad.
 Durante un uscita, affrontando un paio di buche ho fatto la “prova del nove” a questa esca, sostituendola alla hard bait che le trote avevano snobbato, il risultato è stato da subito molto buono con svariati attacchi e 5 catture, questa soft bait nasce con una paletta e un amo sul dorso, personalmente preferisco eliminarli entrambi, la pala con un eccessiva corrente tipica dei fiumi in alta montagna tende ad alzarmi dal fondale l’esca, mentre l’amo sul dorso lo tolgo per motivi legati al incolumità del pesce, l’ancorina nel ventre è già più che sufficiente per  garantirci lo strike.Per pescare bene con questo tipo di esca necessitiamo sempre di una canna con un buon range di potenza e un ottimo trecciato, i quali ci aiuteranno nel ferrare in maniera decisa, fattore fondamentale quando si utilizzano esche morbide.
Questo mie breve post spero vi sia stato utile per le vostre prossime pescate magari utilizzando una bella soft swimbait come ho utilizzato io.
A presto 
LUCA PASSARELLA
SPINNING PASSION STAFF


QUALCHE PRIMAVERA FA !!!!!!!!!!!!!

I tempi cambiano, come pure le abitudini, il nostro modo di pensare, e cambiano pure le nostre uscite di pesca. Qualche tempo fa mi trovavo a riguardare sul mio PC alcune foto di catture di giusto un decennio fa, il pesce principe era il tanto amato Bass, ma ho trovato pure lucci, cavedani, scardole, tutti pesci che purtroppo negli ultimi anni la loro presenza nei nostri corsi d'acqua e cambiata drasticamente.
Non sono scomparsi ma dove prima erano specie predominanti , adesso si vedono condividere il loro ambiente con altre specie che fino a qualche decennio addietro erano pressoché sconosciute a gran parte di noi spinnier, sto parlando di Aspi, Perca , Siluri ecc ecc.
La cosa che mi fa star meno male e che sono comunque predatori che si possono catturare a spinning e per pescatori  come noi che amano le esche artificiali non e certo cosa da sottovalutare, anzi.... , la mia pero vuole essere una piccola riflessione di come anche l'ambiente che ci circonda sia in continuo mutamento, come pure il nostro modo di pescare.
Non sono qui certo a criticare quali siano le cause di questo mutamento, ma vediamo il lato che a noi amanti della pesca e quello che interessa, ovvero la possibilità di catturare qualche altra  specie e cosi incrementare il nostro bagaglio di esperienze in fatto di pesca, non la vedo poi cosi drammatica....
Certo rimpiango pure io i bei anni d'oro quando passavo la stagione primaverile a cercare il bass della vita, non che adesso non si possa fare, ma le situazioni gli ambienti e gli approcci sono cambiati notevolmente.
Sicuramente anche la mi mentalità e cambiata notevolmente, ricordo che era mia consuetudine cambiare spot che magari tecnica, questo perché andavo alla ricerca del pesce meno smaliziato . Oggi invece vista la continua pressione di pesca si tende molto più ad adottare tecniche sempre più estreme per riuscire nel nostro obbiettivo.
Tecniche come la pesca a Swim oppure la pesca a finesse un decennio fà per me erano pressoché poco utilizzate, le mie tre esche primaverili erano fondamentalmente Spinner, Crank, JIG.
Le prime due classiche esche di reazione da utilizzare in diversi modi e in tutti quegli ambienti privi di ostacoli ma che il tiepido solo primaverile scaldava per prime,il jig al contrario lo utilizzavo in tutti quegli ambienti ostici dove il bass amava starsene al riparo, sicuramente un esca che mi ha regalato le catture più belle.
 Le mie sessioni di pesca partivano all'alba e finivano col primo pomeriggio, oggi invece molti bravi pescatori anche in primavera amano pescare col buio, questo perché credo sia dovuto al fatto che il bass e talmente pressato che in molti ambienti si e abituato a cacciare col buio.
Potrei parlarvi per ore di come si pescava all'epoca e di come ora le cose oggi siano diverse, ma non so qui certo per annoiarvi con i miei pensieri nostalgici, ma una cosa permettetemi di dirvi, che se anche ci sono stati dei cambiamenti la nostra passione deve rimanere la stessa e cercare molto meno la cattura "social" e goderci di più la nostra passione in maniera più sana e spensierata, forse saranno i primi segnali della vecchiaia ma la penso così.
Prometto che il mio prossimo post sarà molto più attuale e meno nostalgico di questo, grazie mille a tutti quelli che seguono questo Blog, che non vuole solo essere un modo di rimanere al passo con i tempi, ma vuole essere il giusto mezzo per trasmettere la mia grande passione che ho per questo sport.
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF

QUANDO IL "PICCOLO" FA LA DIFFERENZA.............

Nella pesca della spigola, come anche in tante altre pesche , ritengo che il saper adattarsi alle varie situazioni sia uno dei fattori fondamentali per una buona riuscita della nostra battuta.
In questo inizio di primavera, "estiva" vorrei dire, ha visto sconvolgere le mie solite strategie in fatto approcci e artificiali per la spigola,la mia tanto amata laguna sta subendo continui mutamenti vuoi per i lavori della famosa Opera MOSE che dovrebbe salvare Venezia dal fenomeno dell'acqua alta, o per altri motivi a me sconosciuti , fatto sta che l'ambiente lagunare e in continua metamorfosi. I miei abituali spot di inizio stagione si sono rivelati poco produttivi rispetto le passate stagioni, ragion per cui mi sono visto costretto a girovagare in cerca di nuovi possibili zone dove le spigole appena entrate stazionassero. Non e stata una cosa facile, anzi in molti casi mi ci ha voluto del tempo a scoprire gli hot spot , ma  quando uno ha la testa dura prima o poi riesce nel suo intento. La chiave di svolta sicuramente e stata una mia perlustrazione in condizioni di bassa marea, dove mi ha fatto scoprire e segnare nella mia testa molti spot dove la nostra predatrice lagunare potrebbe stazionare in alcuni momenti della giornata pronta a cibarsi di piccolo pesce foraggio o granchi , che in questo particolare momento dell'anno stanno effettuando la muta e sono particolarmente apprezzati dalla spigola.
Si tratta di zone dove il confine tra l'acqua profonda e l'acqua bassa e breve, spot dove in momenti meno temperati come la notte,trova un po di calore, ma allo stesso tempo a pochi metri di distanza trova  in queste prime giornate primaverili  il giusto habitat non solo per scaldarsi ma anche per cibarsi.. 
Proprio in questa mia uscita esplorativa  ho notato un gran numero di piccolo pesce foraggio che se ne stava a branchi appena sotto il pelo dell'acqua, una situazione che poche volte mi era capitato di vedere, sicuramente quelle zone non possono che nascondere il nostro predatore in agguato, ma attenzione perché questi "latterini"hanno una facilità di spostamento velocissima e non sempre mi e capitato di vederli sempre nella stessa zona. e buona regola non fermarsi per molto tempo nello stesso spot , ma effettuare una pesca veloce fatta di pochi lanci e via subito alla ricerca in altre zone.
Col calar delle tenebre diventa tutto più difficile, anche perché non si hanno punti di riferimento visivi, ecco che una buona uscita esplorativa con le luci del sole  ci può essere di grande aiuto, la notte poi , oltre che ad avere una fascino tutto particolare, la nostra spigola sembra avere una maggiore attività e non e difficile effettuare anche più catture nello stesso spot, cosa che di giorno in questo periodo e molto più difficile.
Tra le altre chiavi di svolta di questa primavera e saper adattare l'artificiale giusto nella giusta condizione, avevo necessita di un piccolo minnow dai colori naturali che assomigliasse il più possibile ai piccoli latterini, un artificiale che sapesse nuotar bene anche in condizioni di marea piuttosto sostenuta, la mia scelta e anche quella di amici e ricaduta sul super collaudato ,JUBAR SMART di MOLIX che già in autunno mi aveva regalato non poche catture, un artificiale  nato per altri usi ma che in queste particolari condizioni ha dato il meglio di se anche in acque lagunari.
In condizioni di marea piuttosto sostenuta amo recuperare i miei artificiali in maniera lineare e semplice , senza jerkate od altro, lo scodinzolio dell'esca e le sue vibrazioni sono il giusto compromesso tra individuazione dell'esca e naturalezza di nuoto , un mix perfetto per questo inizio stagione.
L'attacco a volte e timido e non prepotente come  nei momenti che precedono la frega, in questo periodo e molto frequente che molti pesci si slamino proprio per il loro attacco meno frenetico, ma ritengo che una spigola presa in questo particolare frangente  dell'anno sia molto più appagante rispetto a momenti dove la loro ferocia e maggiore.
Sembra proprio che questa stagione sia partita nel verso giusto, molte cose sono cambiate rispetto agli anni precedenti, ma il saper adattarsi alle nuove esigenze e la chiave del moderno pescatore di spinning alla spigola.
Dalla regia mi dicono che i primi serra sono già presenti, magari una delle prossime uscite la voglio dedicare a questo predatore che sta letteralmente colonizzando molti tratti della laguna, si sa i primi esemplari che arrivano non  sono grandi , ma magari prenderli a top water non e poi cosi malaccio..........
Un grazie e alla prossima...
MARCO PASQUATO

IKA FISHING...(l'alternativa alla pesca al calamaro)









E da qualche tempo che osservo e mi sto documentando su questa
tecnica che a mio avviso andrà a sostituire la pesca con i Tataki. Si
tratta di un altra "diavoleria" giapponese, una tecnica molto simile al
tataki, la differenza sta che si utilizzano attrezzi molto più "estremi"
e piccoli artificiali piombati .

Dove nella pesca
tradizionale con i tataki si aggiungeva un piombo di grammatura
variabile al trave, ora grazie  a questi artificiali zavorrati
l'utilizzo della piombatura viene sostituita da questi artificiali
zavorrati che a mio avviso possono sembrare molto meno privi di
naturalezza, ma a quanto pare siano particolarmente catturanti.. Nel
frattempo cercherò di attrezzarmi e non vedo l'ora arrivi il l'autunno
per poter provare, nel frattempo ci godiamo questi interessanti
video..Buona visione...............



MARCO PASQUATO



SPINNING PASSION STAFF

"CARPEGGIANDO" PER FOSSI.....................

Per molti la pesca della carpa a spinning e diventata una vera disciplina, per altri invece e una bella e interessante alternativa specialmente nei mesi invernali, quando per via del freddo sarà più facile individuarle e di conseguenza catturarle.
Stiamo parlando di una forma di spinning particolarmente tecnica e per niente facile, far abboccare un ciprinide ad un esca artificiale non e semplicissimo , anzi fino a qualche tempo addietro sembrava una cosa impossibile , ma oggi possiamo confermare che tutto ciò e possibile e anche le catture di tutto rilievo sono possibilissime.
Come preannunciato nel titolo  stiamo parlando di uno spinning in piccoli corsi d'acqua o fossi che dir si voglia, una forma di pesca ultra light dove il divertimento e assicurato , ma anche vista l'esile attrezzatura anche il rischio di perdere la preda e altrettanto calcolato.
In  questo inverno particolarmente freddo ho dedicato parte delle mie uscite a questa tecnica in questi habitat dove regnano sovrane carpe e siluri, quest'ultimo non e tra le mie prede preferite, ed e difficile che dedichi uscite mirate , ma capita a volte andando a carpe che la cattura del baffone non sia casuale.
L'azione di pesca avviene prevalentemente in prossimità di buche o zone più profonde del piccolo corso d'acqua dove in questo particolare periodo il pesce si concentra per trovare un pò più di acqua temperata e di conseguenza cibo.
 Tra la miriade di esche presenti nel grande panorama dello spinning , la mia preferenza per questo forma di spinning ricade su piccolissimi siliconici montati su altrettanto piccole jig head, questa combinazione abbinata ad una presentazione leggera e recuperi molto soft , possono regalarci le tanto amate carpe.
Sicuramente per trovare una maggiore attività del nostro pesce in questi periodi particolarmente freddi e sfruttare al meglio le ore più calde della giornata,e  magari pescando in giornate particolarmente soleggiate, a volte bastano anche pochi gradi per mettere in attività per un breve periodo le nostre carpe.
Adesso però che il freddo e passato e le tristi giornate uggiose invernali sono un ricordo, concedetemi di ritornale ad altre forme di spinning che mi si addicono di più, come il bassfishing o lo spinning in mare...
A presto
DIEGO BONALDO

FISHING SHOW 2017....... tutte le novità MOLIX

A qualche giorno dal termine del Fishing Show 2017 , e tempo di tirare le somme e mostrare al pubblico di Spinning Passion e a tutti i quali non hanno potuto essere presenti a questa tradizionale manifestazione fieristicsa , quelle che sono le tanto attese novità per il 2017 riguardanti l'azienda bolognese MOLIX.
 Anche quest'anno le novità di certo non sono mancate e oramai spaziano a 360° nel panorama dello spinning sia d'acqua dolce che di quello salato, dia piccoli ai grandi predatori, ormai possiamo dire che lo spinning oltre ad essere la tecnica piu evolutiva e anche la tecnica che permette la cattura un numero infinito di predatori.
 Visto il gran numero di news presenti cercherò di essere sintetico e vi consiglio di scaricare il catolo completo delle novità 2017 al seguente link (CATALOGO NEWS MOLIX 2017) , ma ora basta scrivere e passiamo alle foto e relative discrezioni..
Tra le novità riguardanti il bassfishing troviamo due esche top water "morbide" si tratta della versione mini del famosissimo Supernato Beetle, e la nuovissima Sneaky Frog che combina perfettamente i punti di forza di una Frog Bait con i punti di forza di un esca Top Water , E nata per essere utilizzata come un artificiale Walking The dog ma si presta beneìissimo anche ad altri recuperi e modi di utilizzo.






















Dopo il famoso Lover BuzzSS nato dalla collaborazione con il Professionista americano  Mike Iaconelli ecco il nuovo Lover Buzz SS Junior, un piccolo e innovativo buzzbait di solo 7gr che ben si presta per prrsentazioni meno invasive e grazie alle sue vibrazioni in superficie molto più discrete possono indurre all'attacco pesci particolarmente apatici.
 Diverse le colorazioni nuove che vanno ad ampliare la gamma delle soft bait già a catalogo, mentre per quando riguarda le novità riguardanti questa categoria spicca la nuova Creatura da 4" e il BELLISSIMO RT SHAD 35, una piccola e realistica soft bait  di 9 cm realiazata attraverso una morbida miscela ad alta densità unita al particolare design imita le forme di un piccolo pesce foraggio, sicuramente sentiremo parlare di lei nei prossimi periodi.

Tra le Hard Bait ecco il JERK 95 DR, un jerkbait deep runner  capace di raggiungere agevolmente profondida anche fino ai 3,5 mt, si tratta di un esca per condizioni estreme , adatta un pò tutto l'anno sia nei mesi invernali caratterizzati da acqua molto fredde sia in estate quando abbiamo la necessita di scovare i nostra amici pinnuti in profondità dove la temperatura dell'acqua sarà sicuramente più fresca.
Per tutti gli amanti del Trout Area si prospetta una annata ricchissima di news, dai nuovissimi colori degli ELITE AREA SPOON, ad una serie di Bag dedicate , ai nuovissimi fili e per finire degli ami a marchio OMTD nati espressamente per questa tecnica che sta trovando sempre più appassionati in giro per l'Italia.
 Vi illustrerò ora le novita mare 2017, tanto attese visto il crescente numero di pescatori che in questi anni si stanno dedicanto sempre di più ad uno spinning salato...
Comincierei con alcuni nuovi modelli delle canne Skirmjan dedicate al mare, ben 8 i nuovi modelli presenti in fiera , si va dalla nuova Light Game Special.una tubolar con potenza di lancio 05-7gr adattissima a tutte quelle pesche light come il rock fishing, per passare poi ad un modello specifico per l'utilizzo delle soft bait in mare ( molto indicata per la spigola) , per concludere con altri modelli per pesche piu gravose ed impegnative , dal serra  al tonno , quest'ultimo predatore gli viene dedicato un modello specifico denominato TUNA STICK SPECIAL, una canna che come si puo intuire e stata studiata per l'utilizzo di grossi Stick .




























Tra le esche le novità principali sono sicuramente il nuovo Popper 130T nato anche questo con la collaborazione con  Jack Fin, un artificiale di ben 38 gr per 13 cm il cui targhet saranno tutti quei medi e grossi predatori del sottocosta come serra e leccie. Altra novita sempre nata dalla collaborazione con Jack Fin e la JS 135 , un aguglietta snodata in 3 parti dal peso di 15gr per 13,5 cm che ben si presta per la pesca della spigola..
Da seganale due nuove misure di artificiali gia in produzione e che adesso in questa nuova dimensione potranno essere piu appetibili a diversi predatori , sto parlando della misua da 14 cm del Jugulo Jerk ,  che riporta le medesime caretteristiche del fratello più grande però in una dimensione ridotta, altre nuove misure riguardano lo Jugulo Soft Shad rispettivamente di 15 e 25 gr, adattissime non solo per uno spinning off shore a piccoli e medi predatori, ma anche a serra e spigole nel sottocosta.
Per ultimo ma non per grado di importanza vorrei segnalare l'ampia gramma di Ami a marchio OMTD inseriti nel nuovo catalogo, si tratta di ami un pò per tutti i tipi di spinning, dal  trout area , ai grossi ami da tonno , per poi passare a nuove jig head per un pò tutti i predatori, date un occhiata al link e scaricate il nuovo catalogo , troverete molte e interessanti novità (CATALOGO OMTD 2017)

Siamo ai saluti finali ,per  ovvi motivi di spazio sono stato molto sintetico e molte altre novità non sono state citate, sicuramente durante questo lungo anno avrò e avremo occasione di scoprine e parlarne e magari utilizzarle insieme a pesca .
Grazie mille della continua fiducia che ci date e le vostre mail di consigli e suggerimenti  ci spingono a proseguire nel postrare avanti questo Blog ancora meglio.
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF 


" WINTER VIBRATIONS "...............

Molte sono le esche che nelle diverse fase dell'anno non possiamo di certo farne a meno, mi viene in mente le esche Top Water in estate, oppure le Swim Bait in primavera, mentre per l'inverno la categoria di esche  che sicuramente non manca nella mia personale tackle box  sono sicuramente i "Metal Vibration" piccoli o medi pezzi di metallo che se usati a dovere sanno regalare non poche sorprese.
Sebbene possa sembrare un semplice pezzo di ferro, questa tipologia di artificiali grazie alla loro particolare forma sono in grado de emettere un gran numero di vibrazioni "strette" che specie nel periodo invernale sembra attirino molti tipi di predatori.
Il loro utilizzo si presta sia per una pesca in verticale che per un classico  lancio e recupero sondando i vari strati d'acqua, ma entriamo nello specifico e vediamo come sfruttarli al meglio .
Se si pesca prevalentemente dalla barca si hanno le condizioni ottimali per poterlo utilizzare in verticale magari a ridosso di qualche bel branco di pesce foraggio, una volta raggiunto il fondo non sarà difficile animarlo con colpi  di canna in modo da farlo vibrare , solitamente l'azione di nuoto si protrae anche sopra qualche metro dal fondale , in molti casi alcuni predatori inseguono per un po l'artificiale prima di attaccarlo ecco che sarà necessario farlo nuotare e restare in pesca più a lungo.
Nel caso in cui invece si decidesse di utilizzarlo nella classica maniera del lancio e recupero, il mio consiglio e quello per primo fare qualche passaggio radente il fondo  mantenendo un recupero più o meno lineare e lento, nel caso non si avessero i risultati desiderati e buona regola provare a sondare gli strati più superficiali , magari adottando un recupero a "dente di sega" in maniera tale da farlo restare più a lungo nello strato d'acqua prescelto e rendere l'artificiale ben visibile alla nostra possibile preda.

Molto interessante invece il fattore colore dell'esca, molte sono le scuole di pensiero , chi utilizza colori vistosi che in abbinamento al fattore vibrazione danno grosso aiuto far individuare l'esca al nostro predatore specialmente in acque non proprio limpide, chi invece ama colori meno accesi e recuperi poco vibranti in modo di dare più naturalezza all'esca e farla sembrare quasi un pesce foraggio. A mio parere possono entrambe essere valide alternative ma il mio personale modo di utilizzo di quest'esca e diverso da ambiente ad ambiente e da specie a specie. In questi anni ho notato che molti predatori amano più colori accesi e fluorescenti indifferentemente dal tipo di recupero, mi viene in mente  dell'Aspio, altre volte invece un colore naturale o molto simile al foraggio utilizzato in prossimità del fondale con un lento sali e scendi si è dimostrato particolarmente efficace nei confronti dei persici reali.
 Come avrete intuito molteplici sono le possibilità che questa tipologia di artificiali può offrire l'importante e crederci e provare nel tempo le soluzioni che più vi avranno dato risultati e magari perché no traviate delle nuove alternative , visto che le potenzialità che può dare questo genere di esche sono infinite sia in acqua dolce che in acqua salata...
A presto 
MARCO PASQUATO


"DOLCI"ALTERNATIVE VERTIICALI.........

Da tempo mi frullava per la testa l'idea sperimentare la tecnica del jigging anche in acque dolci, una pesca che in particolar modo negli ultimi due anni mi ha dato parecchie soddisfazioni in acque salate, l'idea di jiggare un piccolo artificiale in fondali relativamente bassi  e ricercare predatori che da tempo non catturavo mi affascinava parecchio.
Parlando con un amico mi giunge voce che  il momento sembra propizio per ricercare persici reali e Perca e le prime interessanti catture sembrano fioccare, quale migliore occasione??? sfrutto "fainamente" l'invito di un caro amico  e parte l'operazione jigging in acque dolci.
Visto il freddo dei precedenti giorni  i pesci sembrano concentrati in delimitate zone ben precise  dove il fondale degrada lentamente in prossimità di buche relativamente profonde per il tratto di fiume, stiamo parlando di 10/12 metri ,dove gran parte del pesce foraggio sembra essersi spostato e di conseguenza anche i vari predatori presenti.
Come già spiegato diverse volte l'uso di un buon ecoscandaglio e fondamentale per la riuscita di questa tecnica in quanto aiuta non poco l'individuazione del pesca , ma sopratutto a trovare i nostri hot spot  dove si presume stazionino i vari predatori.
Vista le dimensioni degli artificiali che ho intenzione di usare , la scelta della canna ricade su un attrezzo leggero e con potenza massima di 1/2 oz, da preferire una canna con azione piuttosto morbida in modo da non strappare il pesce in caso di ferrata, sensibile la punto giusto in modo da gestire e muovere correttamente in nostri piccoli jig e meglio casting jig.
Per quanto riguarda gli artificiali la scelta ricade su modelli dal pesco variabile dai 10 ad un massimo di 20 gr e per quanto riguarda le colorazioni sembra proprio che le livree naturali diano i risultati migliori.
E stata un impresa un pò ardua ma sono riuscito ad armare in piccoli jih con un doppio assist auto costruito e togliere l'ancoretta posteriore, questo perché e molto probabile catturarne qualcuno esternamente e l'amo risulta sempre meno invasivo e l'azione di slamatura risulerà molto piu semplice. Ora che e tutto pronto non ci resta che incominciare a pescare..... Sono sicuro che la tecnica funziona ma quale sarà il movimento giusto e a che profondità avremo le nostre abboccate?? Sicuramente l'esperienza "salata" mi ha aiutato non poco e viste le temperature rigide deduco che i nostri predatori se ne staranno a ridosso del fondale pronti a sferrare l'attacco alle povere alborelle sopra le loro teste, di conseguenza faccio battere il piccolo jig sul fondo con due leggerissimi colpetti di cimino della canna lo azo circa un metro e manco a dirlo le prime abboccate avvengono.
L'attacco dei vari predatori sarà anche piuttosto deciso e non sarà difficile avvertirlo in canna, da li in poi e solo puro divertimento e sebben alcuni predatori(perca) non siano il massimo della furia, e sempre divertente recuperare un pesce da profondità elevate.

Come lo dimostrano le foto questa particolare forma light di jigging in acque dolci  ha scatenato l'interesse di anche altri predatori come il bel luccio nella foto di copertina, le sorprese non all'ordine del giorno e sono sicure che se ci applichiamo e cominciamo a praticarla intensivamente sarà una tecnica che darà risultati per molti insperati.
Per un amante del Jigging come mè penso proprio di aver trovato una bella alternativa "dolce" in questi mesi dove la mia attività "salata" e pressoché nulla .....
A presto
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF

PICCOLO SHAD PER GRANDI PREDE............

Tra le varie tipologie di esche quella che maggiormente sta trovando sempre più spazio nelle mie uscite e senz ombra di dubbio lo Shad, una piccola o grande imitazione siliconica di un pesciolino, vuoi per la sua grande versatilità e facilità d'uso mi sta dando molte soddisfazioni.
Come per l'amico Marco , che nel precedente articolo ci parlava dei "Reali" presi anche da lui con piccoli Shad siliconici, anche nel mio caso in questo tratto d'inverno gli uso con una certa frequenza per catturare pesci che solitamente in questo periodo dell'anno ricerco per la loro più facile individuazione, sto parlando del siluro e della carpa, quest'ultima sta appassionando sempre più spinner che si voglio cimentare nella cattura di questo Ciprinide a spinning.
I luoghi che solitamente scelgo per ricercare questi predatori sono piccoli corsi d'acqua dispersi nella pianura, fiumiciattoli dalla portata d'acqua molto limitata , ma che in gran parte ospitano questi 2 tipologie di pesci, per primo il siluro ama starsene nelle confluenze con altri canali , oppure in zone più profonde dove trovano riparo anche qualche pesce foraggio, mentre la carpa ama starsene al riparo sotto qualche struttura , o anche loro in qualche buca più profonda dove trova l'acqua più mite.
L'approcio per entrambi e il medesimo , ovvero recupero il mio shad in maniera lineare e dritta senza tanti "balzelli" sul fondo, lo scodinzolio della coda dell'artificiale gli conferisce gran parte del potere attrattivo dando allo stesso modo la naturalezza che a volte cerchiamo in alcune esche.

Mi stupisce il fatto che questa tipologia di siliconici stia praticamente prendendo sempre più piede a discapito di esche che fino a qualche tempo fa ritenevo indispensabili , oramai si può confermare che lo shad e un esca da utilizzare 365 giorni all'anno  per moltissimi predatori oltre che perfetta per diverse tipologie di inneschi e tecniche.
Comunque ritornando alla nostra pesca quello che mi fa maggiormente appassionare e vedere carpe anche di una certa mole avventarsi sull'esca come dei veri predatori, quasto pesce dotato di una difesa paragonabile ad un pesce di acqua salata se preso con attrezzature light sa divertire come non mai.
Il momento e quello giusto per cui se desideri prendere qualche per pesce in light e divertirti come non mai, trova qualche canaletto nelle tue zone e provaci, se qualche bel pesce è presente le abboccate  non tarderanno...
A presto
DIEGO BONALDO
SPINNING PASSION STAFF

FESTIVITA' NATALIZIE "REALI"..................

L'inverno aimè e arrivato , stagione che personalmente non adoro ma purtroppo mi devo adattare e sopportare il grigiore del cielo e le corte e fredde giornate, unico lato positivo che nei mesi freddi si hanno maggiori possibilità di catturare predatori che negli altri mesi sono più diffidenti o meno propensi ad attaccare le nostre esche artificiali, o semplicemente più facili da catturare.
Uno di questi e senza ombra di dubbio il Persico reale , un predatore dalla livrea particolarmente colorata e dotato di una discreta combattività, ama starsene in questo periodo al "calduccio" di qualche buca magari contornato da enormi branchi di pesce foraggio , in modo da "pasteggiare" senza fare tanti sforzi, un po come me che amo starmene comodo in poltrona e sgranocchiare qualche snack hahahhahaha......
Tra gli snack "artificiali che il persico reale ama particolarmente ci sono senza dubbio piccoli shad siliconici magari proposti in colorazioni sgargianti come quello in foto(MOLIX RA SHAD 3"), oppure in base alla trasparenza dell'acqua le livree naturali sono le più appetibili.
Il loro innesco sarà fatto su piccole jig head  dotate di un amo dallo spessore del filo piuttosto sottile, che ci garantirà una maggiore penetrabilità  nella piccola bocca del nostro pesce, mentre per quanto riguarda le grammature quelle che uso maggiormente sono 5 e 7 grammi che ben si adattano alla corrente e alle profondità del tratto di fiume che abitualmente frequento.
Buona regola per un ottima riuscita della nostra pescata e l'utilizzo di un buon ecoscandaglio che ci aiuterà non poco nell'individuazione dei branchi di pesce foraggio, solitamente individuati questi i predatori come il reale ed il perca sosteranno nelle immediate vicinanze e non sarà difficile trovarli.
Momenti di maggiore attività sono senza dubbio le prime ore del mattino ed il tramonto , anche se in giornate particolarmente nuvolose l'attività può protrarsi anche per l'intera giornata.
La nostra azione di pesca sarà fatta di continui lanci nelle zone prescelte e cercheremo di far passare la nostra esca il più possibile al contatto con il fondo , ho notato che recuperi piuttosto lineari e molto lenti sono più produttivi rispetto ad altri più vivaci, forse perché le fredde acque di questo periodo inducono il nostro predatore ad attacchi più lenti ma decisi.
Ho in mente sperimentare una tecnica "salata" rivisitandola e adattandola ad il reale ed altri predatori d'acqua dolce, sto solo aspettando il momento propizio ma sono sicuro che ne vedremo delle belle!!!!!!!!! per cui date una letta ai prossimi Post forse troverete qualche nuovo spunto per le prossime vostre pescate.
A presto
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF

BASS DI METALLO (il video)


Ecco un breve video dove vediamo le potenzialità dello spoon nei confronti del nostro amico Bass

SWIMMING SHAD PER LA "REGINA"

Per molti aspetti questa stagione di spinning alla spigola  e senza ombra di dubbio la più strana ma allo stesso tempo proficua degli ultimi anni. In questi ultimi periodi ci siamo imbattuti in catture fatte in topwater in spot dove mai avrei pensato di poter trovare delle spigole, poi siamo passati a catturarle in distese d'acqua insignificanti per molti senza alcun riferimento visivo, in fine adesso che le giornate si fanno freschine le catture vengono effettuate prevalentemente in acqua più profonda.
Alla base di tutto questo a mio avviso e la grande quantità di pesce foraggio che in questo anno ha colonizzato la nostra laguna , portando con se questa scia di predatori da prima il serra per poi lasciare spazio in questo autunno alla spigola.
In molti casi dove c'era grossa presenza di foraggio era inevitabile e lo e tuttora trovare la nostra amata, che poi sia in attività predatoria o meno questo e tutto da verificare, ma di certo lei era li e prima o poi sarebbe entrata in attività.
Indubbiamente una buona conoscenza del nostro ambiante e degli spostamenti del pesce foraggio aiuta non poco la nostra azione di pesca, capisco che per molti non e cosa facile, ma a volte un buon occhio allenato può scrutare piccoli movimenti a pelo d'acqua che possono  dare indicazione della presenza di piccoli pesci in zona.
Altro importante fattore da tenere in considerazione e la marea, in moltissimi casi questa influenza molto l'attivita sia della spigola che gli spostamenti del foraggio. la mia personale esperienza mi ha portato a delle conclusioni e con molta tranquillità vi posso dire che più la marea e sostenuta avremo una maggiore attività ridotta pero in un breve periodo, mentre se la corrente e molto più lenta l'attività predatoria sarà  più minore  e diluita in un lasso di tempo maggiore.
In queste particolari situazioni dove abbiamo la grande necessita di sondare più acqua possibile in modo da trovare le spigole in attività , la miglior soluzione che ho trovato e senza dubbio un buon shad siliconico montato in una jighead e recuperato swimming appena sotto al superficie dell'acqua.
Questa tecnica molto in voga nello spinning al "Bass" ha trovato quest'anno una svolta anche in acqua salata , regalandomi non poche soddisfazioni.
Nelle mie diverse pescate ho fatto parecchie prove ed esperimenti e ad oggi posso trarre delle conclusioni che voglio condividere con voi, la prima ricade nella scelta del nostro shad che a mio avviso per primo deve essere della misura del pesce foraggio presente , e per secondo non deve avere un nuoto molto invasivo, questo perché deve assomigliare il più possibile al pesce che la spigola si sta cibando in quel momento.


In nostro artificiale deve essere montato in una jig head dalla forma idrodinamica ,una classica forma Shad e l'ideale e aiuta non poco a dare naturalezza alla nostra esca in fase di recupero.
Ultimo ma non per grado di importanza e il tipo di recupero più produttivo che ho riscontrato , che a mio avviso e il classico e intramontabile "drittone" senza tante varianti, questo sempre per lo stesso motivo che vi dicevo prima , ovvero dare naturalezza e realismo alla nostra esca.
In allegato a questo articolino troverete una foto di una delle tante catture effettuate con questa tecnica  e inoltre una carrellata  di alcuni artificiali da me utilizzati con le relative jig head che maggiormente mi hanno dato soddisfazione in questo autunno dedicato alla "regina".
Ringrazio pubblicamente un gruppo  di giovani pescatori Lagunari che tempo fa mi aveva contattato alla mail del Blog chiedendomi alcuni delucidazioni sull'utilizzo di alcune esche, dalle foto ricevute noto con piacere che i risultati non sono mancati...Grazie Ragazzi continuate cosi....
A presto
MARCO PASQUATO
SPINNING PASSION STAFF